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Visita a Pizzo Calabro

Tradizionale pellegrinaggio a Pizzo Calabro (VV): omelia della S. messa del 10  Ottobre  2014

Prima di tutto sento il dovere di ringraziare Padre Gaetano, novello parroco di questa comunità e anche l’altro Padre, so che tutti e due sono qui impegnati a dare testimonianza della carità di San Francesco di Paola e che io ringrazio cordialmente, fraternamente non solo per l’ accoglienza che mi ha rivolto ma soprattutto per l’ accoglienza che dà alla FAPC, a tutti voi. Anche questa Chiesa mi è cara, sono anni che ogni anno siamo qui insieme a vivere questi momenti di preghiera, ma una preghiera tutta speciale liturgica nel vivere l’ Eucarestia che celebriamo.

 

Padre Gaetano ha fatto cenno ai momenti storici che stiamo vivendo e, come tutti ben sapete, Papa Francesco ha voluto il Sinodo dei vescovi sulla famiglia. Quando parliamo di Sinodo, è la parola greca “Syn-hodos” lo stare insieme, il comunicare insieme, di alcuni vescovi del mondo che rappresentano il mondo intero (dovrebbero farlo tutti i vescovi) e collaborano col Papa per sciogliere determinati nodi su situazioni storiche ma soprattutto contemporanee della famiglia. I

Il Papa è stato molto chiaro, molto semplice ma molto spirituale, anche perché ha avuto il coraggio di dire che la Chiesa non ha bisogno di cattivi pastori né tantomeno bisogna fare il confronto tra intellettuali, perché il Sinodo della famiglia non è il Sinodo che riguarda alcune persone ma riguarda il mondo intero, situazioni che ormai si trascinano e che bisogna risolvere. Non si risolvono in modo intellettuale o chi è più intelligente dell’ altro, ma si risolvono con la preghiera, con la comprensione, con l’ apertura, ma soprattutto accostando la Chiesa al mondo perché il mondo si accosti a Dio. E allora siamo qui proprio per questo, richiamiamo a questo spirito che è lo spirito della famiglia , che ciascuno di noi deve vivere.
Sono anni e anni che diciamo queste cose e non sempre vengono queste cose recepite dalle persone che si incontrano.
Oggi è la festa di San Daniele Comboni. Non ho capito questa affinità spirituale che c’è tra San Francesco di Paola e  Padre Comboni. Si vede che Padre Comboni, secondo me, si è ispirato anche alla spiritualità di San Francesco di Paola, al mondo spirituale di Francesco di Paola. Proprio per questo l’ unione, l’ intercessione di tutti i Santi, deinostri Santi, ecco siamo ancora di più, se uniti noi alla loro preghiera, se uniti noi alla loro carità. Esprimiamo a Dio soprattutto in questi momenti storici la nostra fede, la nostra fiducia nello Spirito.
Proprio la 1° lettura ci richiama a questo : “ Lo Spirito di Dio è su di me..” è il rotolo di Isaia che Gesù apre quando è salito a leggere la prima volta. Legge e la voce dello Spirito si fa sentire attraverso Dio stesso che è Cristo, quel Cristo che apre e legge e soprattutto realizza ciò che il profeta Isaia aveva già preannunciato secoli prima.
Cari fratelli e sorelle, è necessario che anche noi, non solo nell’ espressione della preghiera e della carità, ma tutti quanti noi innalziamo a Dio la nostra preghiera, proprio perché questa preghiera tocchi le famiglie, salvi le famiglie.
L’ evento di Papa Francesco è un evento dello Spirito e va letto, solo in questo modo possiamo comprendere la presenta dello Spirito nella Chiesa, perché Papa Francesco volendo questo Sinodo sulla famiglia, vuole richiamare la famiglia stessa ad unirsi intorno a Cristo e vivere lo Spirito della famiglia. D'altronde Lui stesso, pur essendo Dio, a Sua volta la prima cosa che ha scelto, la scelta di Dio è stata la scelta della famiglia. Infatti ha preso il grembo verginale di Maria, è penetrato nel grembo di Maria, la Sua Potenza che è la Potenza dell’ Altissimo che è Dio stesso, per formare una famiglia. E la scelta di Giuseppe ad essere custode e padre della famiglia richiama come si configura la famiglia stessa, in quella che è lo Spirito del Padre, della Madre e del Figlio e Gesù si è reso obbediente alla famiglia.

Proprio per questo non c’è una vita diversa da quello che è lo Spirito della Genesi : “L’ uomo e la donna”.

L’ uomo e la donna lasceranno suo padre e sua madre, si uniranno e formeranno una carne sola…”.  Non esistono perciò matrimoni che possono riguardare due persone dello stesso sesso.. Anzi dire matrimonio è un oltraggio a Dio perché Dio lo ha stabilito : “maschio e femmina Dio li creò”… Perciò usare la parola “matrimonio” soprattutto in questa situazioni  è oltraggio a Dio e offesa alla legge di Dio e offesa anche alla dignità dell’ uomo.
Se Dio li ha creati maschio e femmina, solo in maschio e femmina c’è il sacramento, la vita, l’ unione, che a sua volta esprime la vita stessa che sono i figli.


Le altre cose possono avere tanti nomi generici, tanti nomi si possono esprimere, ma certamente non hanno nulla a che fare con la vita coniugale, nulla a che fare con la vita, quella vita stessa che Dio dà nella generazione delle generazioni.
Tanti problemi che si presentano e che come famiglia, come cristiani, dobbiamo affrontare, dobbiamo unirci alla voce del Papa senza condannare nessuno.
Usava un’ espressione così bella Papa Francesco quando disse : “Chi sono io per condannare… ?” Nessuno di noi può condannare né nessuno di noi deve condannare ma si deve condannare invece quando si tradisce l’ amore, quando si tradisce l’ affetto, quando si tradiscono gli affetti intimi e cari i quali sono mine per la famiglia.
Io non credo che si stia sgretolando come si dice, perché la forza dello Spirito è sempre viva ma purtroppo è pur vero che tra divorzi, tra situazioni di gente che si impoverisce sempre di più, perché oggi le cattive leggi dello stato, perché anche lo stato è chiamato a tutto questo. Perché quando lo stato non partecipa allo spirito dell’ unione con Cristo con la scusa della laicità, tutto diventa facile, tutto diventa semplice, come avviene sempre nel nostro Paese e la minoranza diventa maggioranza e la maggioranza viene completamente annientata. Non è così, ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Non sono le parole che ogni giorno vengono spese, da dibattiti dalla mattina alla sera per mezzo delle comunicazioni socio culturali, della televisione e tutto il resto. Non sono i dibattiti, è tutto tempo perduto. Invece vanno affrontati i problemi e vanno affrontati molto presto, proprio perché la gente ha diritto a ciò che Gesù ci ha insegnato : “ Dacci oggi il nostro pane quotidiano…”.
Noi sappiamo molto bene che quando non c’è il lavoro, quando si è costretti a lasciare i luoghi natii per recarsi all’ estero, certamente l’ Italia, con tutti gli sforzi che può fare, viene meno nella sua dignità di nazione e coloro che governano vengono ancora meno al servizio che dovrebbero compiere.
Sono questi che secondo la democrazia devono servire i cittadini, il popolo, e cristianamente ogni uomo.
Cari fratelli e sorelle, questo è lo scopo e lo spirito che si prefigge la FAPC. Ha detto una parola molto bella Padre Gaetano, il vs. parroco, una parola profetica : “Sono anni e anni che ci prepariamo a questi momenti difficili, molto meno difficili prima, molto difficili oggi e più difficili domani, ma noi sappiamo che con l’ aiuto di Dio, con l’ aiuto della Vergine Maria, con l’ aiuto di San Francesco di Paola, questo grande e straordinario uomo, con il vescovo Daniele Comboni, con i nostri Santi Valeriano e Cecilia, prototipo della vita coniugale, prototipi della vita cristiana nel paganesimo, ci aiuteranno, ci daranno forza e ci assicureranno nella loro preghiera, nella loro intercessione un mondo migliore, di cui tutti abbiamo bisogno.
Unitevi a noi nella preghiera per tutti quelli che sono ammalati. Se voi sapeste quanti ammalati ci sono, alla sera quanti ne sento, ormai ci sono malattie dappertutto.
Noi vogliamo ancora una volta pregare per questo, perché chiunque, ovunque tornino presto nelle loro famiglie.

FAPC qui della Calabria
SIATE FORTI , SIATE VIGILANTI
 NON ABBIATE PAURA….




CONCLUSIONE  S. MESSA
San Francesco d’ Assisi è l’ uomo dell’ ascesi, San Francesco di Paola è l’ uomo dei fatti, l’ uomo che la carità non solo l’ ha predicata ma praticata attraverso le opere. Due uomini, due Santi, e speriamo che anche in un altro modo ci facciamo santi anche noi proprio nel dare testimonianza.
Ringrazio Padre Gaetano per la sua bontà, cortesia, gentilezza e ringrazio tutti quanti voi. Oggi ho trascorso una bella giornata, anche perché sono stato poco bene. Sono andato nel cimitero a pregare per don Egidio e per tutti gli altri e poi sono stato a Francavilla per stare nella solitudine, nella quiete e adesso sono qui con voi.

So tutto quello che portate nel cuore, so tutto quello che chiedete.

BUSSATE E TROVERETE, BUSSATE AL CUORE DI DIO CON LA VOSTRA FEDE, LA VOSTRA PEGHIERA,
MA SOPRATTUTTO CON LA VOSTRA TESTIMONIANZA  E  OTTERRETE  QUELLO  CHE  VORRETE !!!

Qui la registrazione dell' omelia

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